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La piazzetta di Capri: il cuore della città raffigurato sui nostri foulard

La piazzetta di Capri: il cuore della città raffigurato sui nostri foulard

I capresi la chiamano la piazza. Anzi, ''a chiazz", per dirla in dialetto. Sulle mappe è segnata come Piazza Umberto I. Per il resto del mondo è La Piazzetta. Per tutti è il centro dell'isola. Per chiunque arrivi a Capri è impossibile non passarci facendo slalom tra i tavolini dei bar. 

Certo, non ha la forma sinuosa di un cuore, è quadrata come una scacchiera, ma quando la attraversi non puoi fare a meno di innamorartene. 


Capisci subito perché è soprannominata il “Il salotto del mondo”: tutti, poveri e ricchi, si fermano in Piazzetta sotto gli ombrelloni colorati dei bar e si sentono subito a casa. Al posto del camino a riscaldarti c’è il sole. Non hai bisogno della televisione perché a pochi passi hai il mare e la commedia della vita che scivola sotto al tuo sguardo. Poi c’è chi si occupa di te, deliziando il tuo palato e onorando il sacro culto dell’ospitalità caprese.

La Piazzetta, che gli abitanti del posto chiamano in dialetto “chiazza”, ha ospitato artisti, scrittori, capi di Stato e persino criminali del calibro di Lucky Luciano. Sì, proprio lui. Il gangster siciliano aveva il divieto di ritornare negli Stati Uniti dopo aver aiutato il governo americano nello sbarco in Sicilia.


Ma non solo!  La Piazzetta ha lanciato mode con l’innata eleganza di Jaquline Kennedy, icona dello stile Capri. La first lady adorava riposarsi in Piazzetta per bere un caffè con la panna o un aperitivo.

Piazza Umberto I ha attirato l’attenzione dei media di tutto il mondo anche per i suoi personaggi eccentrici: negli anni della dolce vita l’aristocratico Alessandro Maria Galeazzo Ruspoli era solito presentarsi con un pappagallo appollaiato sulla spalla.

Siediti anche tu in Piazzetta e ascoltala mentre ti racconta la sua storia, i suoi aneddoti, la sua bellezza.


La Piazzetta di Capri ha da sempre giocato un ruolo fondamentale nella storia della città. 

In epoca greca la Piazzetta di Capri era arroccata all’interno di mura difensive. Questi blocchi di pietra partivano da colle San Michele a Tiberio, costeggiavano l’odierna via Castello fino ad arrivare alla cima del Castiglione. Oggi ciò che resta della cita muraria è visibile solo dalla terrazza della Piazza, via Longano e via Castiglione.

Invece, in età romana le fortificazioni intorno a piazza Umberto I furono in parte abbattute per lasciare spazio allo sviluppo urbano. L’isola non aveva più bisogno di proteggersi da eventuali invasori, con la dominazione dell’imperatore Augusto e di Tiberio si prospettava un lungo periodo di pace.

Nel Medioevo la Piazzetta fu di nuovo messa al sicuro. Le scorrerie di pirati, che terrorizzavano la popolazione, resero necessaria la costruzione di porte fortificate. Intanto, il volto della piazza più famosa del mondo cominciò a cambiare con l’edificazione della dimora del conte Giacomo Arcucci, consigliere della regina napoletana Giovanna I d’Angiò.

Il palazzo del nobile dominava per le sue dimensioni rispetto al resto delle abitazioni che non superavano i due piani. Per questo motivo l’intero complesso degli Arcucci era conosciuto con l’appellativo “Case Grandi”.

Attualmente lo stabile ospita il Museo Ignazio Cerio che mette in mostra i resti paleontologici e naturalistici raccolti a Capri da Ignazio Cerio.

Tra XVI e il XVII secolo ebbe inizio l’innalzamento del palazzo vescovile, ai giorni nostri sede del Municipio. Piazza Umberto I prese definitivamente la sua forma quadrangolare. Intanto lo slargo veniva usato per esercitarsi nelle operazioni di difesa contro i saraceni.

Nel 1656 l’isola di Capri fu travolta dalla peste e la Piazzetta divenne il luogo in cui esorcizzare la paura dell’epidemia: gli indumenti dei contagiati vennero bruciati proprio nel piccolo quadrato al centro del paese. Poco distante, vicino alla porta della città, fu costruita anche una cappella votiva a San Sebastiano, protettore degli appestati.

Nel XVIII secolo la Piazzetta si lasciò alle spalle armi e malattie per fare posto al mercato

della verdura e del pesce, raramente della carne, merce un tempo molto rara. Nel 1938, il giovane caprese Raffaele Vuotto sistemò alcuni tavolini e la Piazzetta assunse un carattere più mondano. Da quel momento divenne punto di riferimento della vita sociale che prima si svolgeva negli alberghi e nelle abitazioni private. Ora per molti è il salotto del mondo e nelle sere d'estate qui si trovano gomito a gomito monarchi, attori di Hollywood e gente comune.


Tutta la storia, la bellezza ed il brio di piazza Umberto I sono immortalate nei nostri foulard in seta firmati Capricharme. Il materiale pregiato, leggero e capace di riflettere la luce in modo inimitabile rende la raffigurazione viva e vibrante, tanto che ti sembrerà di sedere ad uno dei tavoli dei tanti caffè capresi, circondato dalla splendida flora multicolore che incornicia i vicoli della città. 

Tutte le tipiche nuances capresi sono presenti negli articoli che proponiamo: il viola delle campanule e delle viti, il giallo dei limoni e delle ginestre, il verde delle olive e della ricca vegetazione che ricopre le collinette dell’isola. 

Un prodotto così resistente e morbido che dimenticherai di indossare. Potrai portarlo al collo oppure utilizzarlo come accessorio ulteriore alla tua borsa Capricharme. 

I nostri foulard in seta sono freschi d'estate e caldi d'inverno, non è quindi un capo da acquistare unicamente nella stagione calda, ma è anche un'ottima idea regalo da proporre sotto l'albero.
Dovrai solo acquistarlo. La confezione regalo è già inclusa!


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